il metodo yoga di b.k.s iyengar
le origini dello yoga
L’origine dello yoga risale ai veda. Maharshi Patañjali
ne ha codificato gli insegnamenti e li ha presentati
in forma di aforismi nel suo Yoga Dar÷ana.
La parola yoga deriva dalla parola Sanscrita
yujir, che significa legare, unire, attaccare
o aggiogare. Significa anche unione o comunione.
È l'unione dell'uomo con il Divino. Deriva
anche dalla parola yuj che significa samàdhi
o dominio - lo Stato divino più alto di
citta. È un processo in cui si stabilisce
una giusta comprensione fra i cinque involucri
(ko÷a), infatti lo yoga è in grado
di stabilire appropriati collegamenti tra corpo
e nervi, nervi e mente, mente e intelligenza,
intelligenza e volontà, volontà
e consapevolezza, consapevolezza e coscienza,
coscienza e sé, ed infine tra il sé
e l'Anima Universale.
Lo yoga pone grande enfasi su sàdhàna
– la pratica. È uno sforzo spirituale.
La sàdhàna dello yoga ha lo scopo
di costruire fermezza in citta; di renderla silenziosa
per far si che si possa fondere con l'anima individuale.
L'anima individuale è quindi pronta ad
unirsi all'Anima Universale. In questo modo lo
yoga consente di ottenere uno stato di pura consapevolezza
per la realizzazione del Sé. Per tali ragioni
lo yoga è un dar÷ana.
benefici dello yoga
Lo yoga non è solo un'arte ed una scienza, ma
anche una filosofia. Fornisce una guida nell'arte
di vivere e accresce la qualità e la dignità
della vita di ognuno. Aiuta a coltivare buone
abitudini che conducono ad un'esistenza virtuosa.
Come scienza si occupa della salute, forza e conquista
del corpo così come della mente. È
una filosofia che fornisce gli strumenti per ottenere
equilibrio e per fronteggiare tutte le vicissitudini
della vita, gioie e dolori, con equanimità.
Lo yoga è una disciplina pratica. È
un argomento diretto e di tipo esperienziale piuttosto
che teorico. La sua pratica porta la mente da
uno stato incoerente e disperso ad uno stato coerente
e riflessivo.
Ci sono tre strade con cui l'uomo può
unirsi al divino: j¤àna màrga,
karma màrga e bhakti màrga. Nel
cammino dello yoga troviamo una mescolanza di
tutte e tre queste strade ed in questo senso,
è da considerarsi un cammino completo che
porta ciascuno verso lo scopo finale.
caratteristiche del metodo
Lo yoga è composto da otto rami, vale
a dire: yama, niyama, aàsana, prànàyàma,
pratyàhàra, dhàraõà,
dhyàna e samàdhi. Aùña
significa otto. Aïga significa membra, petali
o aspetti. Lo yoga è perciò aùñaïga
yoga.
La salute del corpo e della mente è raggiunta
con la pratica di queste otto parti. Con lo yoga
vengono equilibrati tutti gli aspetti del corpo
umano, quello fisico, morale, prànico,
mentale, emozionale, della coscienza, intellettuale
e spirituale. L'assenza di pratica di una di queste
otto parti causa squilibrio e genera impedimenti
nel progresso individuale. Questo principio di
equilibrio deve essere applicato anche allo studio
delle otto parti dello yoga. Ogni inadeguatezza,
mancanza o imperfezione in una qualsiasi delle
otto parti impedisce il raggiungimento dello scopo
finale, la realizzazione del Sé. Le otto
parti si possono paragonare ai petali di un fiore.
Se dei petali mancano o non sono dischiusi, il
fiore deve ancora sbocciare completamente. Per
questa ragione nessuna di queste otto parti può
essere trascurata.
Patanjali , in quanto scienziato, fornisce un
metodo chiaro e definitivo. Il suo metodo codificato
oltre 2500 anni fa non riguarda soltanto l’epoca
in cui è stato scritto, ma è anche
i giorni nostri, così come i secoli a venire.
Gli stadi e la disciplina dell’aùñanga
yoga guidano la condotta morale, fisica, emozionale,
mentale ed intellettuale dello yogi.
Il primo petalo dello yoga è yama. È
una pratica di autocontrollo delle proprie azioni,
significa coltivare la propria condotta in relazione
ai dettami della propria società. Niyama
ci porta ad adottare una necessaria routine giornaliera
che consenta di stare sul sentiero dello yoga.
âsana è la parte che disciplina il
corpo e la mente nell’apprendere e nel capire
il funzionamento dell’intelligenza. Si conseguono
una condizione di salute fisica e mentale ed una
elevazione che giovano al progredire delle pratiche
yogiche, al fine di stabilizzare e portare maturità
nell’intelligenza. Pràõàyàmà,
è la parte che incanala e rinvigorisce
l’energia esistente nel corpo. Tale energia
si esprime in varie forme, come quella fisica,
mentale, intellettuale, emozionale e spirituale.
Pratyàhàra ci addestra a controllare
i sensi di percezione, gli organi di azione e
la mente allo scopo di sottomettere le dispersive
fluttuazioni della mente. Dhàraõà
organizza, orienta e dirige la mente verso la
concentrazione. Dhyàna consente di penetrare
la mente, la coscienza dell’io e l’intelligenza
allo scopo di riconoscere la profondità
della consapevolezza. Samàdhi è
la totale integrazione di una citta (consapevolezza)
altamente sviluppata e sensibile che si focalizza
direttamente sul Sé. In tale stato citta
non devia né vacilla poiché ha raggiunto
la sua meta: l’Anima.
Tutti questi aspetti dello yoga sono interdipendenti
e compenetrati. Ogni aspetto diventa più
sottile e raffinato mano a mano che si penetra
più in profondità negli aspetti
successivi. Così ogni aspetto dello yoga
raggiunge piena maturazione e sostiene nello sperimentare
una nuova profondità ed illuminazione.
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