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Gianrenato Marchisio
Gianrenato Marchisio
 

il metodo yoga di b.k.s iyengar

le origini dello yoga

L’origine dello yoga risale ai veda. Maharshi Patañjali ne ha codificato gli insegnamenti e li ha presentati in forma di aforismi nel suo Yoga Dar÷ana.

La parola yoga deriva dalla parola Sanscrita yujir, che significa legare, unire, attaccare o aggiogare. Significa anche unione o comunione. È l'unione dell'uomo con il Divino. Deriva anche dalla parola yuj che significa samàdhi o dominio - lo Stato divino più alto di citta. È un processo in cui si stabilisce una giusta comprensione fra i cinque involucri (ko÷a), infatti lo yoga è in grado di stabilire appropriati collegamenti tra corpo e nervi, nervi e mente, mente e intelligenza, intelligenza e volontà, volontà e consapevolezza, consapevolezza e coscienza, coscienza e sé, ed infine tra il sé e l'Anima Universale.

Lo yoga pone grande enfasi su sàdhàna – la pratica. È uno sforzo spirituale. La sàdhàna dello yoga ha lo scopo di costruire fermezza in citta; di renderla silenziosa per far si che si possa fondere con l'anima individuale. L'anima individuale è quindi pronta ad unirsi all'Anima Universale. In questo modo lo yoga consente di ottenere uno stato di pura consapevolezza per la realizzazione del Sé. Per tali ragioni lo yoga è un dar÷ana.

benefici dello yoga

Lo yoga non è solo un'arte ed una scienza, ma anche una filosofia. Fornisce una guida nell'arte di vivere e accresce la qualità e la dignità della vita di ognuno. Aiuta a coltivare buone abitudini che conducono ad un'esistenza virtuosa. Come scienza si occupa della salute, forza e conquista del corpo così come della mente. È una filosofia che fornisce gli strumenti per ottenere equilibrio e per fronteggiare tutte le vicissitudini della vita, gioie e dolori, con equanimità. Lo yoga è una disciplina pratica. È un argomento diretto e di tipo esperienziale piuttosto che teorico. La sua pratica porta la mente da uno stato incoerente e disperso ad uno stato coerente e riflessivo.

Ci sono tre strade con cui l'uomo può unirsi al divino: j¤àna màrga, karma màrga e bhakti màrga. Nel cammino dello yoga troviamo una mescolanza di tutte e tre queste strade ed in questo senso, è da considerarsi un cammino completo che porta ciascuno verso lo scopo finale.

caratteristiche del metodo

Lo yoga è composto da otto rami, vale a dire: yama, niyama, aàsana, prànàyàma, pratyàhàra, dhàraõà, dhyàna e samàdhi. Aùña significa otto. Aïga significa membra, petali o aspetti. Lo yoga è perciò aùñaïga yoga.

La salute del corpo e della mente è raggiunta con la pratica di queste otto parti. Con lo yoga vengono equilibrati tutti gli aspetti del corpo umano, quello fisico, morale, prànico, mentale, emozionale, della coscienza, intellettuale e spirituale. L'assenza di pratica di una di queste otto parti causa squilibrio e genera impedimenti nel progresso individuale. Questo principio di equilibrio deve essere applicato anche allo studio delle otto parti dello yoga. Ogni inadeguatezza, mancanza o imperfezione in una qualsiasi delle otto parti impedisce il raggiungimento dello scopo finale, la realizzazione del Sé. Le otto parti si possono paragonare ai petali di un fiore. Se dei petali mancano o non sono dischiusi, il fiore deve ancora sbocciare completamente. Per questa ragione nessuna di queste otto parti può essere trascurata.

Patanjali , in quanto scienziato, fornisce un metodo chiaro e definitivo. Il suo metodo codificato oltre 2500 anni fa non riguarda soltanto l’epoca in cui è stato scritto, ma è anche i giorni nostri, così come i secoli a venire. Gli stadi e la disciplina dell’aùñanga yoga guidano la condotta morale, fisica, emozionale, mentale ed intellettuale dello yogi.

Il primo petalo dello yoga è yama. È una pratica di autocontrollo delle proprie azioni, significa coltivare la propria condotta in relazione ai dettami della propria società. Niyama ci porta ad adottare una necessaria routine giornaliera che consenta di stare sul sentiero dello yoga. âsana è la parte che disciplina il corpo e la mente nell’apprendere e nel capire il funzionamento dell’intelligenza. Si conseguono una condizione di salute fisica e mentale ed una elevazione che giovano al progredire delle pratiche yogiche, al fine di stabilizzare e portare maturità nell’intelligenza. Pràõàyàmà, è la parte che incanala e rinvigorisce l’energia esistente nel corpo. Tale energia si esprime in varie forme, come quella fisica, mentale, intellettuale, emozionale e spirituale. Pratyàhàra ci addestra a controllare i sensi di percezione, gli organi di azione e la mente allo scopo di sottomettere le dispersive fluttuazioni della mente. Dhàraõà organizza, orienta e dirige la mente verso la concentrazione. Dhyàna consente di penetrare la mente, la coscienza dell’io e l’intelligenza allo scopo di riconoscere la profondità della consapevolezza. Samàdhi è la totale integrazione di una citta (consapevolezza) altamente sviluppata e sensibile che si focalizza direttamente sul Sé. In tale stato citta non devia né vacilla poiché ha raggiunto la sua meta: l’Anima.

Tutti questi aspetti dello yoga sono interdipendenti e compenetrati. Ogni aspetto diventa più sottile e raffinato mano a mano che si penetra più in profondità negli aspetti successivi. Così ogni aspetto dello yoga raggiunge piena maturazione e sostiene nello sperimentare una nuova profondità ed illuminazione.

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