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Gianrenato Marchisio
Gianrenato Marchisio
 

i metodi

1. Iyengar yoga

Pratica riconosciuta a livello mondiale, frutto del lavoro di codifica delle posizioni e dei metodi effettuato da B.K.S Iyengar (maestro tuttora vivente): allievo diretto di Sri T. Krishnamacharya. Iyengar ha rivisitato oltre 240 asana e innumerevoli tecniche di pranayama (tra i suoi libri “Teoria e pratica dello yoga” Ed. Mediterranee e “Yoga” Mondadori). Il suo metodo comprende una serie di corsi e certificazioni, molto rigorosi, per gli insegnanti. Le caratteristiche specifiche dello stile di Iyengar sono la grande attenzione agli allineamenti degli arti e l’utilizzo degli attrezzi (mattoni, cinghie, panche, supporti mobili e supporti a parete) per aiutare la corretta assunzione della posizione anche a chi fisicamente non è in grado, allo scopo di mantenere a lungo la postura o per agevolarne gli effetti.

2. Ashtanga yoga

Stile sviluppato da Sri K. Pattabhi Jois, allievo diretto di Sri T. Krishnamacharya. Il nome completo è “Astanga Vinyasa Yoga” e si compone di diverse sequenze, crescenti per difficoltà. Si pratica la prima serie per mesi o anche per anni finché non è perfettamente padroneggiata, quindi si può passare a quella successiva. Non è previsto l’uso di supporti: se non si riesce a completare un asana si esegue la versione semplificata. L’Astanga yoga prevede un riscaldamento con dieci cicli del Saluto al sole, a cui seguono i diversi asana, propri di ciascuna sequenza che devono essere mantenuti per cinque respirazioni. Si passa da una postura all’altra con movimenti fluidi costituiti, in alcuni casi, da una mini sequenza dinamica composta da Chaturanga Dandasana, Urdhva Mukha Svanasana e Adho Mukha Svanasana. Durante tutta la pratica si utilizzano i bandha: ovvero una leggera compressione del perineo, della parte alta dell’addome e della gola. Il movimento continuo, l’uso dei bandha e la respirazione sviluppano un grande calore corporeo che induce a sudare molto per tutta la lezione. La sequenza primaria eseguita correttamente, dura circa 130 minuti.


La descrizione dei metodi didattici è tratta da un articolo della rivista ”Yoga Journal

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